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Ritornano i cattolici sul trono di Inghilterra?

Ritornano i cattolici sul trono di Inghilterra?


La rottura tra la Gran Bretagna e la chiesa romana
cominciò con la scomunica di Enrico VIII
 LONDRA – In origine ci furono Enrico VIII e Anna Bolena. Poi nel 1701 arrivò l’Act of Settlement, un provvedimento che impedisce a chi è di fede cattolica di salire al trono britannico. Ma ora il governo di Tony Blair potrebbe far cadere un caposaldo della monarchia inglese. Così, dopo l’abolizione dell’ereditarietà nella Camera dei Lords, un’altra piccola rivoluzione investirebbe il potere della regina Elisabetta.

Finora la monarchia non è stata toccata dalle riforme istituzionali messe a punto dal gabinetto Blair nel 1997. Ma non è detto che le cose non possano cambiare. “Questo governo si batte contro ogni tipo di discriminazione e non potrebbe comunque difendere un principio che sia discriminante verso qualche categoria”, ha commentato un portavoce di Downing Street.

Negli anni passati molti esponenti della Chiesa cattolica hanno cercato di fare pressioni perché questo atto venisse annullato, ma non si è mai giunti a nulla. L’Act of Settlement arriva ai tempi della regina Anna, all’inizio del XVIII secolo, per consentire che a lei – priva di eredi – succedesse un protestante della dinastia Hannover, suo cugino Giorgio I. D’altronde la rottura con la Chiesa romana risaliva al 1530: in seguito al divorzio di Enrico VII dalla moglie Caterina di Aragona per sposare Anna Bolena arrivò la scomunica.

Insomma, visto che la Chiesa d’Inghilterra è la religione di Stato, anche il re o la regina devono appartenere a questa confessione. E questo nonostante la presenza di 4 milione 400 mila cattolici tra Inghilterra e Galles e 750 mila in Scozia. Tuttavia se cambiamento ci sarà, sarà abbastanza complesso, perché dovrà riguardare tutti i quindici paesi del Commonwealth.

(11 novembre 1999)