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Cosa vedere a Londra (150 luoghi) Impara l'inglese: archivio di oltre 200 mila testi di canzoni 


Il Tamigi usato a Londra per generare energia alternativa

Il tamigi usato a Londra per generare energia alternativa

L’amministrazione politica di Londra si prepara per un futuro bio-tecnologico. 

A Londra, alla foce del tamigi, la WarwikEnergy, sta studiando un progetto che comprende 341 pale eoliche a 20 Km dalla costa. Secondo uno studio specializzato, un quarto delle abitazioni di Londra (240.000 case) potrebbe essere rifornito usando i 1,000MW generati dalla nuova centrale offshore. Il progetto è talmente grande che serviranno tre anni e 800 persone per costruirlo e 100 persone per mantenere in esercizio la nuova stazione bio-freindly. Da solo il progetto rappresenterebbe l’1% del fabbisogno della nazione.

La Royal Society for the Protection of Birds, la società per la protezione degli uccelli rari supporta il progetto, poichè sono state ridotte le pale esistenti da 258 a 175 per evitare danni a una vicina colonia di Gavia stellata, specie che si vuole tutelare.

Dopo un primo periodo iniziale di prova seguirà un monitoraggio dei possibili danni causati alla colonia di uccelli dopo di che si potrà poi prendere una decisione definitiva sull’aggiunta o meno di altre pale.

Londra con l’automobile elettrica

Londra con l’automobile elettrica

di Daniela Sparisci
http://repubblica.it
L’automobile elettrica? Non e’stata uccisa come sostiene un documentario americano uscito di recente, anzi gode di ottima salute, soprattutto a Londra. Gli inglesi la usano per entrare ed uscire dalla Congestion Charging, la zona a pagamento dove il biglietto d’ingresso per gli automobilisti viaggia tra le otto e le dieci sterline. Al giorno.

Per sfuggire al salasso e al meteo impietoso che rende insidiose le due ruote, il rimedio si chiama G-Wiz ed e’una microcar elettrica progettata in California e prodotta a Bangalore, nel cuore della Silicon Valley indiana. Dal 2004 ne hanno vendute più di seicento solo a Londra ma le ordinazioni – dichiara l’azienda che la distribuisce, la Going Green- proseguono a ritmi sostenuti. Quanto? Un macchina al giorno – ci rispondono serissimi- snocciolando un dato che basterebbe a far fallire il più ricco concessionario.

Ma qui non ci sono showroom, nè venditori dall’aria affabile o brochure patinate: l’unico modo per comprare la microcar è sul portale internet, e in meno di venti giorni la portano dall’India a Londra per diecimila euro. Al posto del classico “porte aperte” c’è un test drive da prenotare online, al quale la casa risponde con una mail che indica il luogo e la data dell’appuntamento.

La ricetta di questo piccolo boom londinese sta nel propulsore elettrico, che annulla le tasse di circolazione, ma soprattutto le otto sterline giornaliere della Congestion Charging . A fine anno, grazie anche ai maxisconti sul parcheggio, si risparmiano qualcosa come 3.000 euro rispetto a un veicolo tradizionale. Anche il problema dell’autonomia di soli 64 chilometri è risolto con l’installazione di numerosi punti di ricarica, tra i quali i 56 gratuiti che l’amministrazione comunale renderà disponibili entro fine a anno a Westminister.

Tra le caratteristiche della G-Wiz c’è la scocca interamente riciclabile, ma anche finiture sofisticate, livree alla moda e l’omologazione 2+2 che consente di portare nei sedili posteriori due bambini. E il pieno si fa nel garage di casa attaccandola alla presa della corrente. Certo, il prezzo supera quello di un’utilitaria (10.000 Euro), ma a Londra con le zona a pagamento l’auto, qualsiasi auto, è diventata un lusso.

La metro di Londra come sole e vento, energia pulita dai passi dei pendolari

La metro di Londra come sole e vento, energia pulita dai passi dei pendolari

http://repubblica.it

Allo studio anche la possibilità di trasformare in corrente le vibrazioni di treni e auto
Entro fine anno un prototipo per catturare i watt prodotti da chi cammina
Elaborato da un progetto militare, sarà collocato nel pavimento di una stazione
LONDRA – Se in casa abbiamo bisogno di energia andiamo in cerca di una presa di corrente. La 220 dei nostri appartamenti è infatti l’unica fonte alla quale ci possiamo rivolgere, ma in realtà l’energia ci circonda e rimbalza per tutto l’ambiente in cui ci muoviamo. Mentre stiamo seduti e leggiamo produciamo energia (circa 100 watt), ogni passo che muoviamo produciamo energia (tra i 5 e i 7 watt), persino i fastidiosi rumori che arrivano dalla strada e fanno vibrare i vetri sono carichi di energia.

Il problema, che per il momento ci obbliga a infilare la spina nella presa, è che tutta questa energia si disperde, non c’è modo di metterla insieme e sfruttarla. Non sappiamo “raccoglierla”, per usare la traduzione letterale dell’espressione inglese “energy harvesting” che indica la tecnologia che si occupa di esplorare questo campo scientifico.

Presto però le cose potrebbero cambiare. Il primo prototipo di una piccola centrale elettrica alimentata grazie all’energy harvesting è atteso infatti entro la fine dell’anno. A realizzarlo sarà “The facility architects”, un grande studio di progettazione inglese che pensa di riuscire a imbrigliare la corrente prodotta dal camminare dei passeggeri della metropolitana londinese.

Incaricato di sviluppare il progetto, che come molte altre innovazioni tecnologiche nasce inizialmente da una necessità militare, è un ingegnere, Jim Gilbert. “Un paio di anni fa – racconta Gilbert – mi è stato chiesto di mettere a punto un generatore di corrente alimentato dai colpi dei talloni all’interno degli anfibi dei soldati in marcia. L’energia prodotta avrebbe permesso di risparmiare la fatica di doversi portare dietro pesanti batterie. Riuscire a proteggere il congegno dallo sporcarsi o bagnarsi si è rivelato però molto complicato”. Un inconveniente che nella nuova applicazione dovrebbe scomparire, anche se le difficoltà a tradurre questo sogno in realtà non mancano di certo.

L’idea è quella di dotare il pavimento di alcune stazioni della metropolitana particolarmente affollate di generatori a pressione idraulica in grado di “catturare” i watt prodotti da ogni passo. “Alla Victoria station ad esempio – aggiunge l’architetta della “Facility” Claire Price – nelle ore di punta transitano circa 34 mila passeggeri che camminando producono un’energia che correttamente catturata potrebbe alimentare 6500 lampade a led”.

Sfruttare il frenetico viavai dei pendolari, i “commuters”, sarebbe però solo il primo passo lungo una strada che potrebbe riservare grandi opportunità. Nei progetti futuri della “Facility architects”, che dovrà comunque testare a lungo il prototipo (esistono però già delle intese con potenziali clienti asiatici), c’è anche la realizzazione di micorgeneratori in grado di usare le vibrazioni dei treni o delle automobili di passaggio per dare corrente all’illuminazione pubblica. Per il momento non si tratterebbe di sostituire la normale alimentazione, ma di rendere possibile l’installazione di nuovi lampioni lì dove ora i costi per trasportare la rete tradizionale lo impediscono.

“Successivamente le applicazioni potrebbero essere infinite – spiega ancora Price – soprattutto per monitorare quanto accade negli edifici e renderli più efficienti dal punto di vista energetico, segnalando se le luci sono accese inutilmente o se qualcuno ha dimenticato una finestra aperta”. Un ventaglio di possibilità che conducono tutte nella stessa direzione: “La speranza è che un giorno fare un passo lungo il corridoio di una metropolitana corrisponda a fare un passo verso la salvezza del Pianeta”.

Londra: pannelli solari e triple finestre, nasce la ‘casa-serra’

Pannelli solari e triple finestre a Londra nasce la “casa-serra”

Piano del governo: a basso consumo l´abitazione del futuro

di Enrico Franceschini

http://ecodallecitta.it
Nelle direttive generali previsti tutti gli accorgimenti che ottimizzano i consumi domestici
Insieme al “nucleare sicuro” e al taglio dei consumi, Blair punta tutto sulle energie alternative
Isolamento di tetti e pavimenti, ventole a riciclaggio di calore, e la diffusione nelle toilette di sciacquoni a portata minima
Oltre ai pannelli per l´energia solare, consigliate anche turbine a vento in cortile e vernici che non danneggino l´ambiente

La casa di ogni inglese, recita un noto detto, è il suo castello. Ma è un castello destinato a diventare sempre più “verde”, nel senso di ecologico, ambientalista e all´insegna del risparmio energetico. Con pannelli solari e turbine a vento, materiali isolanti e doppie o triple finestre per tenere fuori il freddo, termostati per regolare la temperatura dell´acqua, lampadine a basso consumo di energia, depositi per riutilizzare l´acqua piovana, riciclaggio differenziato della spazzatura e – senza arrivare a seguire l´esempio del sindaco di Londra – sciacquone della toilette a capienza minima.
Sono alcune delle direttive indicate dal governo di Tony Blair per la “casa del futuro”, nell´ambito del nuovo programma energetico presentato in questi giorni alla camera dei Comuni dal ministro del Commercio Alistair Darling. Di fronte ai problemi creati dall´effetto serra e dal declino delle riserve energetiche, il Regno Unito punta a una combinazione di tre fattori: rilancio delle centrali nucleari, costruendone una “nuova generazione” più sicura; taglio dei consumi; e maggiore utilizzo di risorse alternative “pulite”. Sul primo punto, l´energia atomica, ci sono forti polemiche da parte della lobby ecologista, per nulla convinta che il nucleare sia una risposta sicura ai bisogni energetici di domani; sul secondo, la riduzione dei consumi, c´è l´opposizione di categorie di consumatori, contrari ad esempio all´installazione di misuratori nelle case per determinare la quantità consentita di consumo di acqua, specie in estate; ma sul terzo, il maggiore e migliore sfruttamento dell´energia “pulita”, sono tutti d´accordo e Blair spera di fornire un modello e un incentivo al resto d´Europa su come procedere in questo campo.
Una “greenhouse” per il futuro, titola l´Independent, riassumendo l´iniziativa del governo: e una casa “verde”, o casa “serra”, in effetti è il punto d´arrivo indicato da Downing street. In un pianeta sempre più surriscaldato e in cui le riserve di petrolio e gas non sono infinite sembra una strada obbligata. Gli accorgimenti suggeriti dagli esperti governativi non sono complicati: in sostanza si tratta di concentrare sull´abitazione tutte le idee che circolano da tempo per la difesa dell´ambiente. Ecco così i pannelli solari sul tetto per raccogliere l´energia solare (in nazioni più calde, come Israele, non c´è tetto di case che non ne abbia installati una selva), e turbine a vento in cortile per produrre energia. Poi l´uso di materiali isolanti per la costruzione di pareti e infissi, oltre a doppi o tripli vetri alle finestre, in modo da tenere fuori il freddo senza bisogno di alzare troppo il riscaldamento. Ancora: termostati per regolare a una certa temperatura ideale l´acqua calda del bagno. Vernici che non danneggiano l´ambiente. Depositi per l´acqua piovana, da riutilizzare ad esempio per innaffiare il giardino. E, a proposito di acqua, sciacquone della toilette a scarico limitato: il sindaco di Londra, Ken Livingstone, si era spinto anche più in là, rivelando che nella sua residenza ufficiale è vietato tirare lo sciaquone dopo aver fatto pipì: lo si tira solo una volta al giorno, dopo avere eliminato altri residui più solidi.