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Cosa vedere a Londra (150 luoghi) Impara l'inglese: archivio di oltre 200 mila testi di canzoni 


Londra in rock: foto inedite del grande Brian Bignel

Londra in rock: foto inedite del grande Brian Bignel

http://rockol.it

Tutte inedite. E’ questa la parola d’ordine della mostra che si è appena inaugurata a Londra: tutte le foto dei grandi del pop e del rock non sono mai state viste da nessuno se non, ovviamente, da chi le ha scattate. E le ha scattate tutte il fotoreporter Brian Bignell. L’esposizione s’intitola “Folding back the years” ed è ospitata sino al prossimo 2 dicembre presso la Redfern’s Music Picture Gallery al 3 di Bramley Road. Gli orari di apertura al pubblico: da martedì a venerdì 10-18, sabato 11-18. Tra gli immortalati da Bignell vi sono Beatles, Who, Rolling Stones, Kinks, Cliff Richard, Jimi Hendrix, Small Faces e Yardbirds. Particolare enfasi è posta su Keith Moon, l’inimitabile batterista degli Who scomparso il 7 settembre 1978 a 31 anni.

Madonna inaugura la Piazza delle celebrita’

Madonna inaugura la Piazza delle celebrità

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net
E’ Miss Ciccone la prima star ad imprimere le mani nel calco bronzeo del complesso Quintain, all’esterno dell’arena di Wembley
 Londra, 2 agosto 2006 – I personaggi del jet-set potranno lasciare le loro impronte, oltre che a Hollywood, anche in Europa, nel complesso di ‘Quintain’, fuori dell’arena di Wembley di Londra, nella cosiddetta ‘Piazza della celebrità‘. La prima ad aver avuto l’onore di vedere le proprie mani immortalate nel calco bronzeo è stata la pop star Madonna, idolo di più generazioni, nella capitale del Regno Unito per la tappa del suo ‘Confessions Tour’ che le è già costato la ‘scomunica’ del Vaticano dopo il concerto di Cardiff, dal momento che nel tour si fa provocatoriamente issare sulla croce al punto da far parlare i porporati d’Oltretevere di vera e propria “sfida blasfema”.

“È un grande onore avere avuto questo riconoscimento”, ha dichiarato la cantante. “D’ora in poi farò caso agli altri artisti che aggiungeranno le impronte delle loro mani accanto alla mia”, ha ironizzato. Dopo l’inaugurazione del nuovo spazio dedicato ai migliori interpreti, in stile ‘passeggiata delle celebrità di Hollywood’, Madonna è tornata sul palco per le prove del suo concerto.

Il portavoce del complesso di ‘Quintain’, Nick Shattock, si è detto estasiato dalla presenza di una tale celebrità. “Madonna è ufficialmente la più grande star femminile mondiale e noi siamo stati lieti che sia stata proprio lei ad inaugurare la ‘Piazza della Celebrità‘. Gli organizzatori sperano che presto si aggiungano anche le mani di George Michael e Kylie Minogue.
 

Musica, si potranno scaricare canzoni direttamente da radio-Ubc

Musica, si potranno scaricare canzoni direttamente da radio -Ubc
LONDRA (Reuters) – Presto sarà possibile acquistare canzoni subito dopo averle ascoltate sulla radio digitale grazie ad uno speciale sevizio di download. Lo ha annunciato oggi Ubc Media.

Il produttore di programmi radiofonici con sede a Londra ha detto che inizierà i test della nuova tecnologia sulla stazione Heart del Chrysalis Group. Ha aggiunto che i telefoni portatili dotati di radio digitale saranno messi sul mercato alla fine dell’anno.

Ubc, che è il più grande produttore indipendente di programmi radio per l’emittente pubblica Bbc [BBC.UL], ha detto che si aspetta che il servizio di download di musica digitale (Dmd) generi un giro d’affari pari a 93 milioni di sterline (170,1 milioni di dollari) in sei anni, con un profitto vicino ai 10 milioni di sterline (18,2 milioni di dollari).

Gli utenti potranno pre-pagare le canzoni usando un piano di credito simile a quello comunemente usato per le chiamate dai cellulari. Ogni traccia musicale dovrebbe costare circa 1,25 sterline (2,3 dollari), il 60 per cento in più del prezzo di 79 penny (1,4 dollari) con cui è possibile acquistare una canzone dal servizio iTunes di Apple Computer.

Comprando le canzoni dal servizio di Ubc, sarà possibile scaricarle simultaneamente su di una biblioteca di musica online compatibile con gli altri riproduttori di musica.

Le prove del servizio di Dmd incominceranno a Birmingham alla fine di luglio, ha annunciato Ubc.

Cantare in strada e’ un lavoro, a Londra ci vuole il patentino

Cantare in strada è un lavoro, a Londra ci vuole il patentino 
 
 
articolo di Erica Orsini

da http://ilgiornale.it

da Londra

Vorreste tanto poter vivere di musica e invece siete costretti a starvene 8 ore in ufficio a far fotocopie? Potete sempre tentare con un’audizione per suonare nei sotterranei della metropolitana di Londra. O negli angoli di strada più ambiti di Covent Garden. Certo il riscontro mediatico non sarà come quello di Saranno Famosi, ma può anche capitare di essere chiamati a suonare al ricevimento della Regina, un giorno. In Gran Bretagna questa può essere un’occupazione come un’altra,  basta essere bravi. Perché i musicanti di strada, i buskers, come li chiamano gli inglesi, per poter lavorare devono avere una regolare licenza e soprattutto sostenere un esame (organizzato dalla stessa azienda dei trasporti) per guadagnarsi il posto di lavoro.
Questo mese 259 di loro offriranno ogni settimana più di 2mila ore di buona musica ai viaggiatori che frequentano le 25 stazioni più affollate della Tube. Per farlo hanno affrontato un’audizione di 5-10 minuti di fronte a una giuria di esperti,  alla stazione di Charing Cross. Le regole erano uguali per tutti, professionisti o cantanti improvvisati, star del pop e dilettanti. Ovviamente questo tipo di lavoro offre molta libertà, ma la retribuzione è alquanto variabile. La postazione è assicurata, ma la metropolitana di Londra non sgancia una sterlina, questi insoliti dipendenti dello spettacolo vivono di quello che la gente volontariamente offre loro, anche se non si tratta di elemosina. Il «servizio» infatti è di ottimo livello, tanto che le ultime audizioni sono state sollecitate proprio dai pendolari.
 

Paul Weller, quando lo stile sale sul palco

Paul Weller, quando lo stile sale sul palco 

di Alberto Castelli

in http://kwmusica,kataweb.it

Ci sono concerti durante i quali sia l’artista sia il pubblico sentono che sta accadendo qualcosa di particolare. E’ una sensazione che regala energia. Chi è sul palco acquista progressivamente sicurezza e si lascia andare. Chi è in platea riconosce all’istante le canzoni e in qualche modo le rende ancora più belle. Una cosa è certa: tutti sanno che quella sera si trovano al posto giusto, nel momento giusto. E sono momenti particolari: arrivano e sfumano con la stessa velocità. Soprattutto, sono momenti preziosi. Difficili dimenticarli.

Quando lo scorso 5 dicembre Paul Weller e il suo gruppo sono saliti sul palco dell’Alexandra Palace di Londra, probabilmente nel giro di pochi minuti devono aver avvertito che quella non era una sera come tutte le altre. Catch Flame!, il doppio CD disponibile da venerdì in Italia e da oggi in Europa, che racconta in presa diretta quell’esibizione, lo testimonia in maniera eloquente. A voce alta. Le 23 canzoni che contiene compongono il ritratto di un magnifico “quasi – cinquantenne”, Weller è nato infatti nel 1958 a Woking, nel Surrey, un piccolo centro nel mezzo del nulla della provincia inglese. Quello che oggi si definisce solo e semplicemente “un vecchio mod” è passato, nel corso di una carriera lunga quasi 3 decenni, attraverso stagioni durante le quali si è ritrovato al centro della scena e di un periodo molto più grigio e difficile.

Dal 1977 al 1982 è stato il leader dei Jam, gruppo sciolto all’apice del successo, perché è meglio, molto meglio, finire come i Beatles piuttosto che rischiare di diventare come i Rolling Stones. Poi ha formato gli Style Council, allontanandosi dalla retorica di un certo rock per avvicinarsi all’immediatezza della black music, e nel 1990 – quando si è ritrovato senza contratto discografico e soprattutto senza più il sostegno del pubblico – ha trovato la forza per ricominciare tutto da capo. Ha intrapreso la carriera solista, segnata da lavori particolarmente riusciti quali Wild Wood

1993), Stanley Road (1995) e il recente As Is Now (2005).

Weller è cresciuto ascoltando i Beatles, il soul della Stax e della Motown, le canzoni degli Who, dei Kinks e degli Small Faces ed è poi diventato un punto di riferimento per la nuova generazione del pop britannico, a cominciare dai rissosi fratelli Gallagher. Le canzoni di Catch Flame!, interpretate in maniera vibrante e appassionata, ripercorrono la sua storia. I giorni dei Jam riemergono con In The Crowd, That’s Entertainment e la trascinante A Town Called Malice, quelli degli Style Council con Long Hot Summer (bellissima soul ballad) e la coinvolgente Shout To The Top. Gli anni della rinascita sono documentati da brani quali Wild Wood (cantata insieme al pubblico), The Changing Man e You Do Something To Me.

A colpire è la compattezza del suono, la forza emotiva della voce di Weller, la maestria dei musicisti che l’accompagnano e naturalmente la qualità del suo repertorio. Come tutti gli artisti che raggiungono la completa maturità, Paul Weller toglie e non aggiunge. Del resto, come si dice proprio in Inghilterra, “less is more”. Così, dosa magistralmente controllo e passione. All’improvviso, si lancia in lunghi dialoghi con la sua band, per poi scegliere “moods” più sfumati e appena accennati. Ci piace immaginare il pubblico di quella sera: da un lato chi nel 1977 trovò nel punk e nei Jam tutto quello che cercava e immaginava, dall’altro chi ha conosciuto questo vecchio mod solo negli ultimi anni. Il coro che risponde ai versi di That’s Entertainment attraversa e unisce queste generazioni. Anche questo è un momento particolare. Impossibile dimenticarlo.

 

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