Articoli su Londra

Alloggio a Londra Informazioni Corsi di inglese Lavoro Hotel e Ostelli in tutto il mondo Viamundis 

Cosa vedere a Londra (150 luoghi) Impara l'inglese: archivio di oltre 200 mila testi di canzoni 


Olimpiadi di Londra, difficile il paragone con Pechino

Olimpiadi di Londra, difficile il paragone con Pechino

Olimpiadi Londra 2012L’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino 2008 ha portato il mondo intero a pensare quanto perfetto sia stato il sistema organizzativo cinese. In quattro anni, scatterà l’ora di Londra e delle sue olimpiadi nel 2012. Riuscirà mai la capitale britannica ad eguagliare le Olimpiadi di Beijing, una città che sta diventando sempre più internazionale?

Uno dei maggiori quotidiani inglesi, il The Daily Telegraph annuncia che gli organizzatori, in segreto, hanno deciso di ridurre le infrastrutture del villaggio olimpico in costruzione, questo allo scopo di diminuire la crescita dei costi futuri. La decisione segue quella di ridurre di 1/3 la costruzione di appartamenti nello stesso villaggio, che in origine era stata pianificata di ben 4.200 unità.

Il direttore generale dei lavori olimpici a Londra, Paul Deighton dice di provare una certa trepidazione dopo tanta perfezione a Pechino. Nonostante si senta pronto ad imparare le dovute lezioni, è pronto ad ammettere il difficile paragone che ne seguirà. Difficile seguire le gesta di Pechino, che solo con l’inaugurazione ha dettato l’alto standard delle olimpiadi che verranno.

Impossibile fare i paragoni, Londra e Pechino sono due città troppo diverse, per cultura e aspettative. Londra, una città che sa come accontentare i bisogni dei suoi abitanti e visitatori avrà tanto altro da offrire per le Olimpiadi del 2012, non ci resta che seguirne gli sviluppi.

 

Tour de France: Londra ci ritenta

Tour de France: Londra ci ritenta

Nonostante i diversi scandali del doping del Tour de France del 2007 (vinto dallo spagnolo Alberto Contador) Londra vorrebbe ospitare nuovamente il giro ciclistico per il 2010.

Il 2007 per la prima volta ha visto infatti la capitale Londra e l’Inghilterra ospitare la partenza del tour, un evento che il 7 luglio ha portato ben oltre 1 millione di visitatori nella capitale del Regno Unito.

Il sindaco di Londra, Ken Livingston, a coloro che ricordano lo squallore degli scandali ‘doping’ risponde che ciò non ha nulla a che fare con la dignità di coloro che sono andati avanti nel giro e che lo hanno terminato.

Londra ha fatto capire a tutta l’Europa di essere fiera di aver ospitato il Tour de France e che pertanto si sente pronta nel riproporsi per il ‘Big Start’ (la Grande Partenza).

In effetti il ciclismo è uno sport in crescita nel Regno Unito e soprattutto nella capitale londinese che ogni mattina e pomeriggio vede migliaia di ciclisti, che forse è meglio definire ciclo-appassionati, percorrere chilometri nel raggiungere il proprio posto di lavoro, o nel verso opposto, la propria dimora.

Gare e eventi di questo tipo non fanno che accrescere il senso sportivo nel cittadini, siano essi adulti o bambini.

Ospitare il Tour de France per il ‘Grand Depart’ (la Grande Partenza) 2 anni prima dell’inizio delle Olimpiadi londinesi del 2012 non può che portare giovamento ad una città viva e colorata come Londra, sfatando così una volta per tutte le voci della tradizione che vogliono la Francia e l’Inghilterra in perenne competizione.

Alle Olimpiadi di Londra cambiano le regole per la Vela

Alle Olimpiadi di Londra cambiano le regole per la Vela

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net 

Helsinki, 10 novembre 2006 – La conferenza annuale della federvela mondiale (ISAF) di Helsinki si avvia alla conclusione e il Council ha aperto i suoi lavori con un atteso intervento del presidente Goran Petersson, il manager svedese che guida l’Isaf da circa 2 anni.

Significativi i temi del suo discorso, che anticipano le decisioni cruciali che attendono il Council e l’Executive Committee dell’ISAF nel week-end di chiusura del meeting. “Per restare essere competitiva nella corsa con altri sport, la vela deve darsi solide basi commerciali”, ha detto Petersson.

Il presidente ha quindi confermato che la vela olimpica si appresta a diventare ancora piu’ competitiva, con la riduzione da 11 a 10 classi e da 400 a 380 atleti la partecipazione prevista ai Giochi di Londra 2012. “L’Olimpiade resta la vetta per ogni sport, e l’ISAF deve rispondere periodicamente ai requisiti per restare nello status olimpico. Tra le caratteristiche importanti c’e’ la partecipazione del maggior numero possibile di nazioni all’evento olimpico, che nella vela presenta invece un trend negativo: dalle 77 nazioni del 1996 alle 69 del 2000 e alle 61 di Atene 2005″.

Per invertire la tendenza Petersson ha annunciato iniziative per diffondere nel mondo degli “ambasciatori” della vela in grado di promuovere i valori e aiutare a risolvere i problemi di partecipazione presenti in alcune aree. “Dobbiamo valorizzare la vela olimpica anche al di fuori delle Olimpiadi – ha proseguito Petersson – e per questo stiamo discutendo l’introduzione di una World Cup, basata su un circuito di grandi eventi che sviluppi la professionalita’ e la visibilita’ dei campioni della vela”.

Tra sabato e domenica il Council dell’ISAF esaminera’ e decidera’ su oltre 100 “submission” presentate dai 13 Committee riuniti nei giorni scorsi. Le decisioni piu’ importanti tra sabato sera e domenica mattina.

Tour de France; partenza da Londra (Trafalgar Square)

Tour de France: partenza da Londra (Trafalgar Square)
 
Articolo di Pier Augusto Stagi

http://ilgiornale.it

Il Tour de France è uno specchio rotto: la speranza è che non ci siano anche sette anni di disgrazie. Battute a parte, ieri a Parigi è stata presentata l’edizione numero 94 del Tour de France, che si svolgerà dal 7 al 29 luglio. La cerimonia è stata preceduta e accompagnata da un filmato di otto minuti che ha rievocato i momenti salienti della corsa di quest’anno. Chiusura della clip con la premiazione di Floyd Landis ai Campi Elisi e colpo di scena finale: lo schermo diventa uno specchio e si incrina.  Mentre continua ad esserci incertezza sul nome del vincitore dell’edizione 2006 (finché Landis non sarà giudicato definitivamente colpevole, Oscar Pereiro non potrà essere proclamato vincitore, ndr), il Tour vuole ripartire da basi certe: il percorso. Tra le tappe di montagna è stato reinserito l’Aubisque, una delle salite pirenaiche più dure in assoluto, mentre non c’è la cronosquadre. Le Alpi saranno affrontate prima dei Pirenei lungo un percorso che in totale misura 3.547 chilometri, e che tornerà ad attraversare la Francia in senso orario,  a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni.
Dopo il prologo di Londra, a Trafalgar Square, la corsa farà tappa a Dunkerque e a Gand, in Belgio. Arrivi di tappa poi a Compiègne, Joigny, Autun e Bour-en-Bresse per raggiungere le Alpi. Da qui direzione Marsiglia e Montpellier prima dei Pirenei con l’inedita scalata del Port de Balès. Sulla strada verso Parigi, ultima cronometro tra Cognac e Angouleme, prima dell’ultima tappa che partirà da Marcoussis, centro nazionale del rugby francese, per raggiungere i Campi Elisi.
Il riassunto può essere questo: undici tappe di pianura, sei di alta montagna, una con terreno impegnativo (accidentato, per dirla con i francesi) e due cronometro (109 i km complessivi). Si comincia a salire dalla settima tappa, che propone il Col de la Colombière prima dell’arrivo a Le Grand Bornand. Il giorno seguente, da scalare Col du Marais, Col du Tamié, Cornet de Roselend e Montée d’Hauteville (strada del Piccolo San Bernardo) prima dell’arrivo ai 2068 metri di Tignes.  L’indomani, l’ultima tappa alpina propone l’Iseran in partenza e il Galibier a metà frazione.
Dalla quattordicesima tappa entrano in scena i Pirenei con il Col du Port de Pailhères e l’arrivo in salita a Plateau de Beille. Nella quindicesima frazione, salite a iosa: nell’ordine Col de Port, Portet d’Aspet, Col de Menté, l’inedito Port de Balés (a quota 1755) e il Peyresourde. Dopo il giorno di riposo, ultima razione di montagne con Col de Larrau, Col de la Pierre St-Martin, Col de Marie-Blanque e arrivo a quota 1709 a Gourette Col d’Aubisque.  Riassumendo sei tappe per gli scalatori, con tre arrivi in salita, 21 i gran premi della montagna da affrontare in tre settimane di corsa. Un Tour che prosegue nel solco della tradizione: sempre uguale a se stesso, aperto a chi sa andare in montagna, e sa soprattutto fare la differenza nelle prove contro il tempo. È un Tour che non farebbe impazzire Ivan Basso, ma gli piacerebbe molto correrlo.

Pachistani, vita dura a Londra colpa di una pallina da cricket

Pachistani, vita dura a Londra colpa di una pallina da cricket 

http://ilgiornale/it 
 
Tony Damascelli

Non è un gran momento per i pachistani che si trovano a Londra. Non c’entrano gli attentati, i controlli a Heathrow, le perquisizioni improvvise e gli identikit. Qui si tratta di un oggetto che pesa tra i 155,9 grammi e i 163 e ha una circonferenza che oscilla tra i 22,4 e i 22,9 centimetri. Roba piccola che sfugge al metal detector ma non agli arbitri e che sta rovinando i rapporti tra l’Inghilterra e il Pakistan. Trattasi della pallina di cricket, uno sport per gentiluomini,  addobbati da un maglioncino che chiamasi sweater perché appunto serva a far sudare e da un cappello, di foggia diversa tipo borsalino, che viene portato anche dagli unpire, gli arbitri. Ora tutti gli ingredienti finora citati sono al centro di una contesa mondiale: all’Oval di Londra si stava giocando la partita tra l’Inghilterra e il Pakistan quando un australiano panciuto e tignoso, Darrell Hair all’anagrafe di Sydney, di ruolo unpire, arbitro di campo (ce ne sono due, il referee sta fuori e appunto a lui viene «riferito» il quanto),  dunque mister Hair ha sospeso l’incontro che vedeva gli inglesi in vantaggio, accusando i pachistani di «ball tempering». Che mai sarebbe ‘sta cosa? Di aver manipolato la pallina, ma in modo irregolare, perché nel cricket il lanciatore, bowler, può lavorare con la mano la cucitura della pallina, la ruota fra le mani, se la passa sull’inguine, coperto dal pantalone please, qualche furbastro tira fuori dalla tasca un po’ di sabbia o di ghiaietta, così modificando la traiettoria mentre il batsman, il battitore, deve stare con gli occhi ben fissi e sopportare lo sledging, gli avversari che lo molestano con offese stile Materazzi versus Zidane. Mister Hair ha preso la pallina dalle mani del lanciatore asiatico, ha controllato, si è consultato con il collega Billy Doctrove, ha informato l’arbitro Mike Procter, ha penalizzato di 5 punti la squadra asiatica e ha imposto la sostituzione dell’oggetto per lui taroccato. Mai vista una cosa del genere da quando il cricket va in scena, dico 1.814 partite in 129 anni,  mica ieri. Il tempo trascorreva intanto lentissimamente, dalle 2 e mezzo fino alle 6 e 13, ora di Londra, i pachistani strillavano di ogni nello spogliatoio, ritardando il ritorno in campo dove il solo Mohammed Yousuf, il battitore, mostrava ai fotografi e alle telecamere la pallina regolarissima. Hair ha fatto il duro, cosa che, stando alla controparte pakistana, gli riesce benissimo soprattutto contro le squadre asiatiche, e così, irritato dai capricci ha deciso di assegnare agli inglesi l’incontro per «abbandono» degli avversari.  Apriti Islamabad, il leader e presidente Pervez Musharraf si è detto pronto a intervenire per tutelare la nazionale, ha telefonato ai dirigenti presenti a Londra, giudicando «un insulto al Paese» la decisione dell’arbitro. I giornalisti hanno chiesto il rientro in Patria della squadra. La commedia prosegue, l’Icc, acronimo dell’International Cricket Council, ha messo sotto processo Inzamam-ul-Haq, capitano della nazionale asiatica, responsabile del ritardo e dunque della sospensione della partita ma la federazione pakistana ha ricusato da oggi all’eternità mister Hair come arbitro di una qualunque partita. A Islamabad non vogliono intercettarlo nemmeno al telefono.
 

Pagina successiva »