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Una proteina potrebbe bloccare attacchi di asma

UNA PROTEINA POTREBBE BLOCCARE ATTACCHI DI ASMA 

http://test.cyberned.it

Sarebbe la bassa quantita’ di una proteina contenuta nei polmoni la causa del peggioramento degli attacchi d’asma nelle persone che si prendono un raffreddore. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Imperial College e del centro per lo studio delle allergie e l’asma di Londra che pubblicano i risultati dgli studi sulla rivista Nature Medicine.
Questa proteina, un particolare tipo di interferone, costituisce la prima linea di difesa delle cellule dei polmoni e aumentando i livelli di questa sostanza gli studiosi sperano di poter proteggere le persone asmatiche da peggiori attacchi a causa del raffreddore. Secondo dati europei circa l’80% degli attacchi d’asma nei bambini e il 60% tra gli adulti sarebbe legato ai virus respiratori. Ebbene i ricercatori inglesi hanno osservato che quando i malati di asma erano infettati da virus del raffreddore (rhinovirus) le cellule dei loro polmoni producevano la meta’ dei livelli di un particolare tipo di interferone, una proteina che ha spiccate proprieta’ antivirali e che viene prodotta dal sistema immunitario; questa condizione spiega da una parte l’abbassamento del livello di protezione e dall’altra provoca un attacco d’asma piu’ acuto. Secondo il coordinatore dell’indagine, Sebastian Johnston, la scoperta di questo meccanismo potra’ aiutare a identificare nuovi metodi per la prevenzione e la cura dell’asma. Gia’ si pensa di utilizzare per via inalatoria la proteina deficitaria par aiutare il sistema immunitario a combattere l’infezione virale come preventivo durante i periodi invernali. Ma le ricerche ancora procedono per gradi e si stanno ora portando avanti i primi test clinici utilizzando alcuni interferoni per cercare di capire come mai durante l’infezione con il virus del raffreddore queste sostanze vengono prodotte in minime quantita’.
 

Ricerca a Londra, studi sullo stress

Ricerca a Londra, studi sullo stress 

http://xagena.it

Un polimorfismo nel gene trasportatore della serotonina modera la risposta agli eventi stressanti

In alcune persone le esperienze di vita stressante portano all’insorgenza di depressione, mentre in altre ciò non avviene.

Ricercatori del Social Genetic and Developmental Psychiatry Research Centre del King’s College a Londra hanno identificato un polimorfismo nella regione promoter del gene trasportatore della serotonina ( 5-HT T ) che sembra attenuare gli effetti stressanti della vita.

I soggetti con uno o due copie dell’allele corto del polimorfismo a livello del promoter del gene 5-HT T hanno presentato più sintomi depressivi ed ideazione suicidarie in relazione agli eventi stressanti rispetto agli individui omozigoti per l’allele lungo.

Questo studio epidemiologico ha fornito la prova di un’interazione tra gene ed ambiente, in cui la risposta individuale ad un “insulto” ambientale è moderato dalla costituzione genetica.

Clinical trial: sperimenta un siero, ora e’ malato di cancro

Clinical trial: Sperimenta un siero, ora è malato di cancro 

http://ilgiornale.it
 
 
Cinque mesi fa era stato ricoverato insieme ad altri cinque volontari dopo la sperimentazione di un nuovo siero che aveva avuto pesanti conseguenze sulla loro salute. Ora gli è stato diagnosticato un tumore nella fase iniziale e ha raccontato la sua storia ad un giornale britannico. David Oackley, 35 anni, di Londra, afferma che i medici gli hanno diagnosticato una forma «aggressiva» di tumore.  «Ho molta paura – ha detto al Mail on Sunday – cerco di non abbattermi troppo pensando alla possibilità della chemioterapia o che potrei morire». Oackley, istruttore in una scuola guida di Londra, aveva avuto una reazione grave alla somministrazione di un nuovo farmaco, chiamato Tgn 1412 e studiato per il trattamento,  tra l’altro, della leucemia e dell’artrite reumatoide. Alla sperimentazione avevano preso parte otto volontari: a sei era stato somministrato il medicinale ed erano stati tutti ricoverati per pesanti conseguenze.
 

Londra: gli uomini golosi preferiscono le grasse

Londra: Gli uomini golosi preferiscono le grasse

http://canali.libero.it
 
Gli uomini affamati, quelli sempre in cerca di qualcosa da stuzzicare, per intenderci, preferiscono le grasse. E’ il risultato di una ricerca condotta da due università inglesi e pubblicata sul British Journal of Psychology. Secondo Viren Swami, dell’università di Londra e Martin Tovée, dell’università di Newcastle, ci sono fattori biologici che condizionano l’attrazione: dai risultati della loro ricerca risulta che la condizione in cui si trova lo stomaco maschile ha una relazione diretta con il sesso.

Lo studio però, va oltre, e fa risalire questa tendenza a qualcosa di ancestrale. Nelle comunità dove il cibo è scarso, infatti, i corpi delle donne alte e corpulente sono quelli che godono del maggior successo tra i loro connazionali. Esattamente l’opposto di quanto non avvenga nei paesi dove si mangia molto. 

I ricercatori hanno precisato che lo scarto, tra gli uomini con o senza fame sottoposti al test nella preferenza tra grasse o magre, è stato costante. Il prossimo passo dello studio avviato nelle due università inglesi è quello di effettuare lo stesso tipo di verifiche nel mondo femminile. 
 

Londra: la scienza scopre l’acqua calda

test: il calore che viene dalla borsa agisce come un anestetico

La scienza scopre l’acqua calda
“Così riesce a spegnere il dolore”
 
DI ENRICO FRANCESCHINI

http://repubblica.it
LONDRA – E’ un rimedio che viene dal passato: un contenitore di plastica, pieno di acqua bollente, da tenere premuto contro la pancia per curare mal di stomaco, indigestione, dolori mestruali o di varia natura. Una terapia semplice, economica, naturale, della cui efficacia avevano tuttavia sempre dubitato in molti: sembrava un palliativo, l’equivalente di un placebo, un sistema per illudere il malato – in mancanza di medicinali più efficaci – che presto si sarebbe sentito meglio e il dolore sarebbe diminuito.

Ma adesso uno studioso del Regno Unito ha scoperto che la mitica “borsa dell’acqua calda” è veramente in grado di far passare il mal di pancia e rappresenta una cura altrettanto valida di quella offerta dai comuni antidolorifici. A rivelarlo, con un intervento al congresso annuale della Physiological Society, è stato il dottor Brian King, ricercatore dello University College di Londra.

Sulla base di rigorosi test scientifici, lo studioso ha stabilito che il calore proveniente dalla borsa blocca i messaggi che dallo stomaco trasmettono al cervello la sensazione del dolore. In pratica, la borsa dell’acqua calda agisce come un anestetico, al punto da poter sostituire le tradizionali pillole di analgesico, perlomeno nel breve termine, fornendo sollievo al corpo per un’ora o più.

“Il calore non si limita a produrre conforto e ad avere l’effetto psicologico di un placebo”, ha dichiarato il dottor King, “bensì riesce effettivamente a deattivare il dolore a un livello molecolare in un modo molto simile a quello in cui agiscono gli antidolorifici che si comprano in farmacia senza ricetta”.

Una persona prova dolori di stomaco, ha spiegato lo studioso, quando cellule danneggiate o morenti producono uno scoppio di energia. Tale energia accende dei ricettori che inviano messaggi al cervello avvertendolo che qualcosa non va e conducendo così alla sensazione di dolore. “Il dolore di una colica o del ciclo mestruale, per esempio, è provocato da una temporanea riduzione del flusso sanguineo agli organi, causando dei danni ai tessuti locali e attivando i ricettori del dolore”, osserva il dottor King.

“Ma premendo un contenitore di acqua superiore a 40 gradi centigradi sulla fonte del dolore si mettono in moto i ricettori del calore, che a loro volta bloccano quelli del dolore, impedendo l’invio degli avvertimenti d’allarme al cervello”. Il problema di questo rimedio fai-da-te è che il calore può produrre un sollievo soltanto temporaneo, conclude lo studioso, per cui l’obiettivo di future ricerche in tale campo continuerà a essere quello di sviluppare medicinali ad effetto prolungato.

Ma intanto è stato scientificamente provato, per la prima volta, che la “borsa” consigliata da nonne, madri e mogli ai propri familiari aiuta veramente ad alleviare le sofferenze: e la “scoperta dell’acqua calda”, una volta tanto, fa notizia, finendo su tutti i giornali di Gran Bretagna.

 

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