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Secondo la TV Sky Tony Blair si dimettera’ il 4 Maggio 2007

Secondo la TV Sky Tony Blair si dimetterà il 4 maggio 2007

Http://repubblica.it

Downing Street: “Parlerà, ma niente date”
LONDRA – Sky Tv ha anticipato la data delle dimissioni del premier britannico Tony Blair, che dovrebbe essere annunciata ufficialmente in giornata. Secondo l’emittente televisiva, che cita importanti membri del Partito laburista, il premier si dimetterà dalla carica il 4 maggio del 2007.

Secondo Sky Tv Blair illustrerà in giornata una precisa tabella di marcia sui tempi del suo abbandono di Downing Street. Gli strateghi del primo ministro sperano che la mossa metta fine alla rivolta che sta scuotendo il Labour (diversi deputati in questi giorni si sono infatti dimessi per protesta).

Downing street, secondo quanto riporta l’agenzia francese Afp, ha precisato che Blair farà una dichiarazione nel pomeriggio di oggi sul suo avvenire alla testa del governo, senza però dare una data precisa delle dimissioni.

 

Londra, Bush ucciso da un cecchino in una fiction televisiva

Londra, Bush ucciso da un cecchino in una fiction televisiva
di Adam Pasick

LONDRA (Reuters) – L’emittente televisiva Channel 4 rischia di scatenare un’ondata di polemiche con una nuova fiction, definita “incredibilmente reale”, che mette in scena un attentato mortale contro il presidente statunitense George W. Bush.

“Morte di un presidente”, girata sotto forma di un documentario che fa l’analisi dell’ipotetico omicidio clamoroso, usa un misto di immagini d’archivio ed effetti speciali creati al computer che ritraggono un Bush mentre arriva a Chicago ad una manifestazione pacifista nell’ottobre del 2007.

Nella fiction, Bush è ucciso da un cecchino, e le investigazioni si concentrano su un uomo di origini siriane. La serie sarà presentata a settembre al Toronto Film Festival per poi essere mandata in onda a ottobre su More4, il canale digitale di Channel 4.

“E’ un’acuta analisi politica di come la guerra al terrorismo sta trasformando i politici americani”, ha dichiarato ieri durante una conferenza stampa il numero uno di More4, Peter Dale.

Il materiale promozionale della serie la descrive come “un’intelligente critica del panorama politico degli Stati Uniti di oggi”.

Dale ha ammesso che il programma rischia di risultare molto controverso, ma allo stesso tempo ha assicurato che è un’opera sofisticata, creata appositamente per stimolare un dibattito.
 

Londra studia il rating dei video web

Londra studia il rating dei video web

http://punto-informatico.it

articolo di Tommaso Lombardi
Il governo britannico deciderà se estendere ai video su Internet le attività dell’ufficio per la censura degli audiovisivi tradizionali: in arrivo bollini e divieti?
 

Londra – La British Board of Film Classification, l’ente britannico che vigila sui contenuti dei film per il piccolo e grande schermo, ha proposto l’adozione di rating per gli audiovisivi online. Se l’amministrazione Blair dovesse approvare la proposta normativa, i filmati distribuiti attraverso le piattaforme interattive come il celebre YouTube, ad esempio, dovranno essere controllati e “marchiati” con bollini, così da fornire indicazioni immediate sulla natura dei contenuti proposti.

La notizia arriva dal quotidiano The Guardian, che commenta: “La BBFC corre il rischio di dover passare qualche secolo a censire i contenuti online, se vuole applicare i metodi classici finora utilizzati per la regolamentazione di TV e cinema”. La possibilità di fruire dei contenuti multimediali direttamente dal browser, in modo immediato e pratico grazie a connettività veloce ed interfacce web intuitive, ha portato ad una crescita esponenziale e senza controllo dei contenuti audiovisivi, soprattutto per quanto riguarda i filmati autoprodotti.

È per questo che i portavoce degli uffici di BBFC fanno sapere che la proposta di censire i contenuti online è un’occasione per sperimentare un approccio alternativo alla questione. “Non vogliamo bloccare l’accesso a nessun tipo di sito, così come non vogliamo oscurare alcunché”, dice la rappresentante di BBFC, Sue Clark: “Crediamo soltanto che la maggior parte dei filmati pubblicati su Internet non siano adatti alla totalità del pubblico e non sia esattamente ciò che la maggior parte delle persone vorrebbero vedere”.

Clark parla ad esempio di alcuni montaggi amatoriali, diffusi soprattutto sulle reti P2P, che uniscono numerosi filmati estrapolati sul terrorismo islamista: immagini violente e forti, dove ad esempio viene mostrata la decapitazione di un ostaggio. Secondo la legge britannica, un tale montaggio distribuito attraverso i canali tradizionali avrebbe ottenuto un rating simile al nostrano “VM 18″, mentre su Internet non esiste alcun tipo di etichetta o codice che ne permetta l’identificazione immediata.

È per questo che, conclude Sue Clark, “servirebbe un sistema standard per separare le categorie dei contenuti online, così che le persone capiscano subito se si tratta di materiali che possono vedere o meno”. BBFC intende avviare trattative direttamente con i content provider e con tutte le aziende che operano nel settore della diffusione dei contenuti online: l’obiettivo sarebbe una sorta di codice d’autoregolamentazione per gli editori digitali.

La domanda nasce quindi spontanea: se al giorno d’oggi chiunque può diventare editore, come è possibile avere un sistema di autoregolamentazione talmente ampio e condiviso da comprendere tutta la popolazione online? Il problema, almeno per il momento, non sembra sfiorare i pensieri dei legislatori e dei censori britannici.

 

Reality sacri

Reality sacri: nel nome del Padre, del Figlio e del Grande Fratello
Tratto da http://format.blogosfere.it
 

 Ecco tutti i reality show approvati dalle autorità ecclesiastiche.

Nel post “Reality Vaticani: l’isola dei compagnucci della parrocchietta”, ripreso anche da Libero, avevo riferito dei progetti della tv cattolica italiana per convertire al sacro il genere televisivo più profano.

Il magazine Zenit ci informa adesso che la produzione di reality “spirituali” è già molto copiosa nei paesi anglosassoni.

Ed illustra i vari programmi uno per uno in un interessante report del 10 giugno tratto da alcuni quotidiani britannici delle settimane precedenti.

“L’articolo dell’Observer (del 26 aprile, ndr) commenta anche la recente premiazione annuale per i programmi televisivi religiosi, che si è svolta a Lambeth Palace, sede dell’Arcivescovado anglicano di Canterbury…Il reality show ‘The Monastery’ di 5 uomini che hanno trascorso 40 giorni in un convento ha vinto un premio di merito. Questo programma ha registrato un’audience di 2,5 milioni di telespettatori e se ne prevede un seguito…”

“Il 22 maggio, un altro quotidiano britannico, l’Independent, ha evidenziato la popolarità dei programmi religiosi tipo i reality show. A giugno la BBC2 trasmetterà ‘The Convent’, in cui si seguirà la vita di 4 donne che trascorreranno 6 settimane in una comunità di suore”.

“Sempre a giugno, Channel 4 trasmetterà ‘Six Feet Under: The Muslim Way’, su un’attività di onoranze funebri musulmana con sede a Londra”.

“Secondo l’Independent, per attirare l’attenzione delle giovani generazioni, la religione deve essere presentata anche nella forma dell’intrattenimento. E il profilo di interesse umano tipico dei reality show è un modo per fare ciò”.

“Anche negli Stati Uniti sta decollando il format dei reality show con contenuto religioso. La Domenica di Pasqua è iniziata una serie in 5 parti, intitolata ‘God or the Girl’, trasmessa dalla A&E Television, in cui i quattro protagonisti dovevano decidere se entrare in seminario o scegliere il matrimonio”.

“È in preparazione anche una versione per gli Stati Uniti di ‘The Monastery’. Divisa in 10 parti, essa dovrebbe andare in onda questo autunno su Learning Channel. Cinque uomini e cinque donne, provenienti da diverse estrazioni vengono ripresi mentre trascorrono 40 giorni in un monastero, come riferito dal Boston Globe l’11 aprile”.

“Gli uomini sono stati nel Monastery of Christ, a nord di Santa Fe, New Mexico, dai primi di febbraio a metà marzo. Le donne invece nell’abbazia di Nostra Signora del Mississippi, in una fattoria nei pressi di Dubuque, Iowa, da dicembre ai primi di febbraio”. <>, ha spiegato il produttore Sarah Woodford”.
 

British Museum ospitera’ quiz tv

 British Museum ospitera’ quiz tv

(ANSA) – LONDRA, 23 MAG – Il British Museum sara’ il primo museo al mondo a mettere a disposizione le proprie sale per un quiz televisivo.
Ogni episodio di Codex, questo il nome dello show che si ispira a ‘Il Codice da Vinci’, si concentrera’ su un particolare periodo storico e alcuni dei pezzi del museo giocheranno un ruolo centrale nella soluzione degli enigmi.
La finale di ogni puntata verra’ disputata nell’imponente Round Room . Il programma andra’ in onda sulla rete TV Channel 4.