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Cosa vedere a Londra (150 luoghi) Impara l'inglese: archivio di oltre 200 mila testi di canzoni 


Londra: Multa da 15 mila euro al barbiere della casa reale

Londra: Multa da 15 mila euro al barbiere della casa reale 

http://repubblica.it

 

Esponeva in vetrina pennelli da barba in avorio, materiale il cui commercio è illegale dal 1997. Uno dei saloni dell’esclusiva compagnia di barbieri britannici Mayfair, che da 125 anni taglia i capelli ad illustri esponenti del gotha britannico e che si fregia di un riconoscimento della casa reale, ha ricevuto ieri una visita dalla polizia di Londra. Per i barbieri la confisca dei preziosi oggetti e una multa di 10mila sterline (15mila euro). Esulta l’IFAW, l’International Fund for Animal Welfare

Quale futuro per Londra? rischio inondazioni come New Orleans

Quale futuro per Londra? rischio inondazioni come New Orleans

http://newton.corriere.it
L’allarme è stato lanciato da un esperto in disastri naturali della Middlesex University secondo il quale sarebbero a rischio anche altre città come Portsmouth e Cardiff   
Londra come New Orleans spazzata via da un’onda assassina. La capitale britannica insieme con altre città del Regno Unito, avvertono scienziati ed esperti in disastri, è a rischio di inondazioni. A distruggere migliaia e migliaia di case e causare sostanziali perdite di vite umane basterebbe – dicono – la caduta di 15 centimetri di pioggia in un giorno, quelli che provocarono l’alluvione che due anni fa devastò Boscastle, un villaggio della Cornovaglia.

Già adesso più di cinque milioni di persone in Inghilterra e Galles vivono in aree a rischio di inondazione. E la situazione è destinata a peggiorare a causa dei cambiamenti climatici che provocano più tempeste e fanno alzare il livello del mare.

Parlando nel corso di un convegno organizzato a Londra nel primo anniversario del disastro di New Orleans, il professore Edmund Penning-Rowsell, esperto in disastri naturali della Middlesex University, ha detto che la barriera sul tamigi a Woolwick (nell’immagine) protegge solo parte di Londra da un innalzamento del livello del fiume perché nella struttura ci sono varchi che lasciano esposte larghe zone alla furia delle acque. In caso di piogge torrenziali, del resto, il fatiscente sistema fognario della capitale difficilmente potrebbe reggere all’impatto. ”Se su Bond Street cadesse la stessa quantità di pioggia caduta a Boscastle, la gente pescherebbe orologi Cartier nelle fogne”, ha detto il professore riferendosi alla strada dello shopping di lusso a Londra.

A rischio ci sono anche città come Hull, Portsmouth e Cardiff che si trovano sotto il livello del mare, ha avvertito ancora Penning Rowsell, criticando aspramente il ministero dell’Ambiente per avere tagliato 15 milioni di sterline (21 milioni di euro) dal bilancio dell’Agenzia per l’ambiente. ”Decisioni del genere – ha detto il professore – sono pericolose nel momento in cui si devono fare previsioni a lungo termine per affrontare i problemi che i cambiamenti di clima causeranno nei prossimi 20 o 30 anni”.

Un altro partecipante al convegno londinese, Robert Muir-Wood, esperto in gestione rischi, ha ricordato che nessuno aveva previsto i danni che avrebbe provocato l’uragano Katrina a New Orleans. ”Le barriere di difesa sul Mississippi erano considerate efficienti. Non hanno retto e nessuno l’aveva previsto. E’ un precedente allarmante. Lo stesso potrebbe accadere in Gran Bretagna” ha detto, sottolineando che due forti maree sono attese per il prossimo 9 ottobre. ”Se coincidessero con violente tempeste potrebbe esserci una catastrofica inondazione nelle zone costiere della Gran Bretagna”.
 

Ambiente: commercio pinne squalo, ecologisti GB attaccano UE

AMBIENTE: COMMERCIO PINNE SQUALO, ECOLOGISTI GB ATTACCANO UE 
(ANSA) – LONDRA – La passione che gli asiatici nutrono per la zuppa di pinna di squalo sta mettendo a rischio la sopravvivenza di questo predatore del mare e, secondo gli ambientalisti britannici, l’Unione Europea e’ colpevole di stare a guardare. L’Ue non starebbe facendo nulla per proteggere gli squali del Mediterraneo e dell’Atlantico nord-orientale dai pescatori che con un machete tagliano le pinne degli animali ancora vivi e poi li gettano agonizzanti in mare.

Sono circa 100 milioni gli squali che ogni anno vengono uccisi per le loro pinne che in Estremo Oriente vengono vendute a peso d’oro, in un commercio controllato per lo piu’ dalle associazioni criminali. Il ‘finning’, ovvero la caccia agli squali per appropriarsi delle loro pinne, e’ illegale in Europa dal 2003, ma, avverte la Shark Alliance, l’Ue starebbe per ammorbidire le gia’ piuttosto vaghe leggi in proposito, rendendo il divieto praticamente obsoleto.

All’inizio di questa settimana la commissione per la pesca del Parlamento europeo ha approvato un rapporto – che renderebbe il finning di fatto praticabile – redatto dalla parlamentare spagnola Rosa Miguelez Ramos. Gli interessi della Spagna sono chiari: e’ dalla sola Spagna infatti che proviene quasi un terzo di tutte le pinne di squalo vendute a Hong Kong, un mercato estremamente redditizio se si considera che una pinna di squalo elefante puo’ arrivare a costare fino a 7.500 euro.

Le leggi europee consentono al momento ai pescatori di tagliare la pinna di uno squalo unicamente allo scopo di sistemare meglio la carcassa a bordo. Per assicurarsi che gli squali non vengano uccisi per le loro pinne, i pescatori possono vendere solamente pinne di peso inferiore al 5% del peso totale dell’animale. La percentuale si basa sulla presunzione che le pinne costituiscono il 5% di uno squalo.

Secondo la Shark Alliance tuttavia questo dato e’ privo di base scientifica, in quanto da diversi studi e’ emerso che le pinne formano soltanto circa il 2% del peso di uno squalo. La proposta spagnola vorrebbe ora alzare il limite dal 5% al 6,5%, una percentuale che secondo la Shark Alliance finirebbe con l’incoraggiare il finning a livelli drammatici.

”Con la votazione di questa settimana hanno di fatto raccomandato una politica per cui due squali su tre verrebbero uccisi per le loro pinne, tradendo cosi’ lo spirito del divieto della Ue ed il volere dei suoi cittadini”, ha dichiarato Sonja Fordham della Shark Alliance.
 

Tra i rifiuti a Londra

Tra i rifiuti di Londra

Articolo di Francesca Sibani

http://internazionale.it

In Gran Bretagna è polemica per la decisione del governo di sorvegliare i rifiuti di 500.000 famiglie.

“C’è un improvviso interesse per il contenuto dei nostri bidoni della spazzatura”, avverte il quotidiano britannico The Independent in un editoriale.

“Si è scoperto infatti che in almeno 500mila contenitori per l’immondizia – che in Gran Bretagna sono riservati a una sola famiglia – sono stati inseriti dei dispositivi elettronici, delle specie di ‘cimici’, che rilevano la quantità di rifiuti prodotta da ogni abitazione registrando il numero di volte che il bidone viene svuotato. E, in futuro, potrebbe addirittura arrivare a pesare i chili di spazzatura, in vista dell’introduzione di un sistema di tassazione dei rifiuti basato sul peso. Peccato che di tutto questo le famiglie non siano state informate”.

La misura ha scatenato un acceso dibattito in tutto il paese, suscitando perplessità tra i difensori delle libertà civili. Il Guardian riferisce le obiezioni del parlamentare conservatore Andrew Pelling, secondo cui “neanche ai tempi dell’Unione Sovietica il governo s’intrometteva a tal punto nella vita privata dei cittadini. Per convincere la gente a riciclare e a non produrre troppa spazzatura bisognerebbe trovare un modo più ‘britannico'”.

Preoccupazioni condivise dal fondatore dell’organizzazione Privacy international, Simon Davies, che osserva: “I cittadini devono essere informati di questo genere di provvedimenti, perché una volta adottati non si torna indietro. Si corre inoltre il rischio che questo sistema venga sfruttato dalle autorità locali per aumentare le tasse”.

Particolarmente caustico il commento del quotidiano conservatore The Daily Telegraph: “Una volta riciclare era semplice. Uno buttava riviste e giornali nell’apposito contenitore e aveva fatto il suo dovere. Adesso la situazione è molto più complicata. A seconda del quartiere di residenza ci sono bidoni per la plastica e per i rifiuti organici, bidoni per la carta e il cartone e bidoni che invece sono solo per la carta. Se poi ci si dimentica di togliere la plastica che avvolge una lettera, il rilevatore del bidone lo scoprirà, assicurandoci una multa da 1.500 euro”.

“Riciclare una volta era una scelta volontaria”, conclude il quotidiano, “ora è un obbligo oneroso”.

Ambiente: associazioni contro il falco killer di Londra

Ambiente: associazioni contro il falco killer di Londra

http://corriere.it


LONDRA – Il falco scelto dal sindaco di Londra per uccidere i piccioni di troppo a Trafalgar Square ha colpito ancora, sotto gli occhi scioccati dei turisti. Due piccioni sono stati dilaniati oggi proprio mentre l’associazione Pigeon Action Group li stava nutrendo assieme ad alcuni bambini. Il portavoce del gruppo ha fatto sapere che e’ ora di finirla: ”E’ stata una scena scioccante”. Il comune ha gia’ speso 250mila sterline per il falco assassino che per ora ne ha sterminati 14, e le proteste delle associazioni animaliste sono state finora inutili. (Agr)