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Federer si conferma re dell’erba

Federer si conferma re dell’erba
 
http://solki.it
 
Alla fine il re resta lui. Roger Federer si è preso la rivincita su Rafael Nadal, che l’aveva battuto quattro volte quest’anno, tutte sulla terra. L’ha fatto nella finale del torneo più bello e prestigioso del mondo, sull’erba di Wimbledon che l’ha visto sollevare la coppa per la quarta volta di fila. Straordinario campione questo Federer che non perde una partita a Londra dal 2002 e che anche ieri, seppure non in una delle sue giornate migliori, ha saputo portare a casa una partita non facile. Merito di Rafael Nadal senz’altro: lo spagnolo ha disputato un Wimbledon straordinario, lui che ha un gioco che trova la sua massima espressione sulla terra. Eppure ha stupito tutti, andando in finale quando nessuno avrebbe pensato ci potesse riuscire. E in finale, dopo un primo set nel quale ha subìto il suo avversario che si è imposto per 6-0, ha iniziato a macinare tennis: si è portato avanti di un break nel secondo e sul 5-4 in suo favore è stato raggiunto da Federer sul 5-5. Epilogo al tie-break che ha premiato lo svizzero. In vantaggio di due set si pensava che la partita potesse essere in discesa per lo svizzero. Invece Nadal ha giocato alla pari anche nel terzo set, trascinandolo ancora al tie-break e aggiudicandoselo. A quel punto però ha finito la birra, Federer ha ingranato la quarta e ha chiuso per 6-3. Soddisfazione per entrambi i giocatori, per Federer che si è riconfermato ancora una volta nel “suo” e per Nadal che ha dimostrato di poter dire la sua anche sull’erba. Il tennis mondiale inizia ad appassionarsi a questa rivalità che si sta riproponendo a tutto campo e non solo sulla terra.
 

Tennis-Wimbedon, Amelie Mauresmo in finale

Tennis: Wimbledon, Amelie Mauresmo in finale

(ANSA) – LONDRA, 6 LUG – Amelie Mauresmo raggiunge Justine Henin nella finale del torneo di Wimbledon, terza prova del Grande Slam. La francese, numero 1 al mondo, ha eliminato la russa Maria Sharapova, testa di serie numero 4, con il punteggio di 6-3, 3-6, 6-2. Amelie Mauresmo accede alla sua prima finale sull’erba londinese, dopo essere stata eliminata in semifinale nel 2002, nel 2004 e nel 2005

Wimbledon, la pioggiaferma il record di Federer

Wimbledon, la pioggia ferma il record di Federer
Lo svizzero convince contro il francese Gasquet nei 35 sfortunati minuti d’esordio: poi l’interruzione
 
di RINO TOMMASI

da http://iltempo.it

WIMBLEDON — Dopo tre tornei (Montecarlo, Roma e Parigi) durante in quali non avevo sofferto nemmeno un minuto di interruzione a causa della pioggia, Wimbledon mi ha riportato alle vecchie abitudini. La giornata si era messo subito male dal primo mattino quando ha cominciato a cadere quella pioggerellina quasi impalpabile ma molto fastidiosa e soprattutto destinata a durare. Molto meglio quei temporali violenti che si esauriscono in mezz’ora. Comunque malgrado le premesse non fossero incoraggianti, verso mezzogiorno la pioggia si è fermata in modo da consentire l’inizio del gioco sul campo centrale all’ora prevista (le 13 locali) e sui campi esterni con un’ora di ritardo sul previsto sui campi esterni. Alla fine abbiamo avuto 35 minuti di tennis, sufficienti per verificare la buona condizione di Roger Federer al quale, secondo tradizione, era stato affidato l’incontro inaugurale. Federer non era stato molto fortunato nel sorteggio avendo pescato probabilmente il giocatore più forte tra quelli non compresi tra le teste di serie, il francese Richard Gasquet, vincitore il giorno prima del torneo di Nottingham ma soprattutto battuto a fatica da Federer al torneo di Halle la settimana precedente. Il sorteggio era stato talmente favorevole agli organizzatori che nemmeno Bergamo e Pairetto avrebbero potuto far di meglio. Infatti avevamo avuto in Federer-Gasquet il miglior primo turno possibile, eventualmente in Federer-Henman un secondo turno fatto apposta per il pubblico inglese ed in un possibile Agassi-Nadal un terzo turno costruito per le fortune dei bagarini. Naturalmente una giornata come quella di ieri ha riportato d’attualità il problema di avere anche a Wimbledon uno stadio coperto, dove sia possibile giocare anche quando piove. Che qui a Londra piova spesso è un problema che il torneo si porta dietro da quando è stato creato 130 anni fa ma non avrei mai creduto che gli inglesi, così fedeli alla tradizione, si sarebbero arresi ed avrebbero alla fine, dopo tante incertezze e polemiche, deciso di coprire il famoso campo centrale nel 2009. Se la pioggia ha riportato d’attualità questo aspetto ce n’è un altro che ha avuto una esagerata attenzione ed è quello della differenza tra i premi dei giocatori e delle giocatrici. Si tratta ovviamente più di una questione di principio che altro perché la differenza è minima e non meriterebbe né le proteste delle giocatrici, né le attenzioni della stampa. È sbagliato sostenere che gli uomini meritano più soldi perché giocano al meglio dei cinque set mentre gli incontri femminili sono più brevi. Personalmente trovo giusto che la vincitrice del singolare femminile a Wimbledon guadagni quanto il vincitore del singolare maschile, non trovo giusto che il tabellone delle donne abbia 128 posti quando 64 sarebbero più che sufficienti. A proposito di tennis femminile l’unica italiana che ha avuto l’opportunità di andare in campo ieri è stata Maria Elena Camerin che è stata fermata dalla pioggia sul 4 a 3 per la sua avversaria, la slovacca Hantuchova. Ci sono stati alcuni break ma la partita è sembrata possibile anche se la Hantuchova ha una qualità ed un’esperienza superiori. Ha suscitato molta ammirazione l’elegantissima giacca bianca con la quale Federer ha fatto il suo ingresso in campo. 

Tennis: Wimbledon, anche la Pierce salta Londra

Tennis: Wimbledon, anche la Pierce salta Londra

http://sportal.it
Un nuovo forfait importante per Wimbledon, terzo torneo dello Slam nella stagione, al via lunedì sull’erba londinese. Alle assenze delle statunitensi Serena Williams e Lindsay Davenport si è infatti aggiunta quella di Mary Pierce.
La francese è ancora alle prese con un problema ai tendini del piede destro, infortunio che l’ha costretta a saltare anche il Roland Garros.