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La Camera dei Segreti Esce in Italia il secondo film di Harry Potter

La Camera dei Segreti Esce in Italia il secondo film di Harry Potter 
di ROBERTO NEPOTI 
 
La seconda puntata delle avventure di Harry Potter va subito al sodo. Rientrato precipitosamente a Hogwarts dopo una vacanza presso gli odiosi zii, il giovane apprendista stregone deve difendere l’amata scuola dalle forze oscure che l’assediano; e che minacciano lui in prima persona, come cerca di fargli capire con ogni mezzo l’elfo domestico Dobby. È in corso una cospirazione per epurare gli studenti mezzosangue, figli di maghi e “babbani”.

Mentre nell’istituto dilagano le pietrificazioni, Harry si batte all’ultimo incantesimo contro una (quasi) reincarnazione del suo eterno nemico Voldemort, sopravvissuta nelle pagine di un diario e celata in una mitica stanza segreta del maniero. Lo aiutano gli amici Ron e Hermione, mentre il vanesio Gilderoy Allock, docente di Difesa contro le Arti Oscure, si candida al premio per il più inetto dei protettori. Gilderoy (Kenneth Branagh) forma un terzetto di “new entry” con Ginny, sorellina di Ron, e col fantasma di Mirtilla Malcontenta, antica studentessa morta in circostanze misteriose.

Diretto da Chris Columbus, l’adattamento del secondo volume di J.K.Rowling provoca meno stupore di fronte alle meraviglie scenografiche (Hogwarts) e agli effetti speciali (la partita di quidditch), che lo spettatore conosce già; in compenso è più dark dell’episodio precedente, e anche più divertente. L’aspetto tenebroso asseconda bene il carattere “pedagogicamente corretto” del ciclo: crescendo, i ragazzi si addentrano nella propria metà oscura, con cui debbono fare i conti.

La parte divertente riguarda i personaggi non-umani, come Dobby, che per salvare la vita a Potter rischia più volte di ammazzarlo, o l’imbranatissimo gufo-messaggero. Il piacere dello spettatore è il risultato di un giusto dosaggio fra la tradizione favolistica antica – che materializza creature della mitologia classica come la fenice e il basilisco, oppure evoca il ciclo della Tavola Rotonda – e riferimenti più attuali (il personaggio del mago ciarlatano autore di best-seller, la Ford Anglia volante); senza trascurare una sequenza di ragni giganti presa a prestito dall’immaginario fantascientifico.

Se al film si può rimproverare un difetto è la lunghezza eccessiva, male ormai epidemico dei blockbuster ad alto costo: dopo due ore Harry Potter e la camera dei segreti è finito, eppure va avanti ancora per una quarantina di minuti. Piccoli maghi crescono: e piuttosto bene. Con l’eccezione del rosso Rupert Grint, a bocca spalancata dal primo all’ultimo fotogramma, i protagonisti minorenni subiscono un’adeguata evoluzione: l’Harry Potter di Daniel Radcliffe è più adulto e determinato; Hermione (Emma Watson) sta diventando una graziosissima preadolescente. Confermato il cast dei veterani tra cui, nella parte del venerando Albus Silente, si vede (come recita il vecchio aforisma, “il cinema è l’arte di far camminare i morti”) Richard Harris, scomparso appena pochi giorni fa.

HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI
Regia di CHRIS COLUMBUS
con DANIEL RADCLIFF, RUPERT GRINT, EMMA WATSON, KENNETH BRANAGH

(6 dicembre 2002)
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